"Il jazz è qualcosa che ti fa sentire vivo

quando lo suoni e quando lo ascolti.

Non è riproporre ciò che altri hanno scritto.

E' cercare una musica tua,

esprimere i tuoi sentimenti,

offrire te stesso agli altri e a te stesso"

 

Eric Dolphy

 

"Il jazz è qualcosa che ti fa sentire vivo

quando lo suoni e quando lo ascolti.

Non è riproporre ciò che altri hanno scritto.

E' cercare una musica tua,

esprimere i tuoi sentimenti,

offrire te stesso agli altri e a te stesso"

 

Eric Dolphy

 


 

 


 

     

 

 

 

C L U S O N E   J A Z Z   N E L L A   V A L L E   D I   S C A L V E


 “nel cuore della terra” …….. “a due passi dal cielo”

 

L’intento era quello di far convivere nello straordinario ambiente naturale di Schilpario i suoni della musica jazz ospitando i concerti del Clusone Jazz Festival, manifestazione di prestigio internazionale, giunta alla XXVII^ edizione, che caratterizza il proprio incedere anche attraverso il proficuo rapporto che viene instaurato con il territorio  che la ospita.

Ebbene, la Valle di Scalve, attraverso l’impegno congiunto della Comunità Montana, del Comune di Schilpario, dei gestori del Parco Minerario e del Sig. Ferdinando Piantoni, ha vissuto una domenica veramente intensa sotto diversi profili.

Ma andiamo con ordine. Il cielo terso ed il sole già alto lasciavano intuire sin dalle prime ore dell’alba che uno degli ingredienti indispensabili per qualsiasi iniziativa avrebbe accompagnato l’intera giornata. Al resto avrebbero dovuto contribuire i luoghi (il parco minerario e la conca di Epolo) ed i musicisti che gli organizzatori del Clusone Jazz avevano invitato a suonare (Beppe Caruso – trombone, Daniele Dagaro – sax tenore e clarino, Bruno Marini – organo Hammond, Jimmy Carl Black – batteria).

A vivere e gioire delle prime emozioni sono stati i visitatori del parco minerario dove, nella tarda mattinata, dentro la vecchia miniera, al termine della visita guidata attraverso le antiche gallerie recentemente recuperate con finalità didattiche/museali  si è tenuto il concerto di Daniele Dagaro.

Stessa situazione si è ripetuta nel primo pomeriggio, ospite il trombonista siciliano Beppe Caruso.

Si è trattato di due specifici momenti, entrambi emozionanti per la straordinaria suggestione dei luoghi : luoghi inusuali per essere sede di un concerto jazz, che hanno suscitato forte curiosità in tutti gli appassionati che hanno voluto presenziare all’evento. Inutile nascondere che come sempre avviene “alla prima” qualche tensione si potesse percepire a cominciare dallo stato d’animo degli stessi artisti. Ma il jazz è un genere musicale che riesce a cogliere, forse più di qualsiasi altro, la potenzialità di un luogo, adattandosi ad ogni situazione, anche la più originale, dialogando con il contesto, traendo a volte spunto dallo stesso per trasmettere emozioni ancor più intense. Daniele Dagaro e Beppe Caruso hanno saputo calarsi un questa inedita dimensione, superando con il talento e la creatività anche quelle piccole ma palesi difficoltà dovute all’eccessiva umidità del luogo.

Tra un concerto e l’altro, il Parco Minerario ha ospitato organizzatori, pubblico e musicisti in un momento conviviale informale ma pienamente riuscito ed apprezzato da tutti gli intervenuti. Lo staff della Skimine si è dimostrato ancora una volta all’altezza della situazione ed il clima instauratosi ha ricordato, se mai ve ne fosse la necessità, che quella alla quale si era intervenuti era una grande festa nella quale, la storia e millenaria tradizione della Valle di Scalve si fondevano con la musica improvvisata in un’unica eccezionale esperienza.

Ma non era ancora finita, perché alle 17,30 nella Conca di Epolo era in programma l’ultimo dei concerti: quello del “TEMPEST TRIO” nel quale militano oltre al già citato Daniele Dagaro, vero mattatore della giornata, anche Bruno Marini (polistrumentista molto apprezzato anche fuori dal mondo del jazz) ed un’incona del rock internazionale degli anni ’70, quel Jimmy Carl Black che legò parte della sua carriera al nome di Frank Zappa.

Chi a piedi e chi i seggiovia, al rifugio posto alla sommità dell’impianto di risalita, inaugurato all’inizio della scorsa stagione invernale, è arrivato il pubblico delle grandi occasioni ed il concerto, con il quale si è potuto riassaporare le sonorità ed il sound degli anni ’60, è stato un coinvolgente mix di jazz, blues e rock.

A far da cornice a questo appuntamento il Pizzo Camino, stupendo, illuminato dal sole ancora caldo e accecante che aveva caratterizzato l’intera giornata.

E’ stata una festa nella quale la Valle di Scalve e nello specifico Schilpario hanno saputo dare il meglio di sé, offrendo scenari di una bellezza incomparabile : un ambiente naturale che merita di essere valorizzato con iniziative come questa ma anche protetto perché costituisce una risorsa dal valore incommensurabile.

Clusone Jazz, da par suo ha messo in campo la competenza, la passione e l’entusiasmo che da sempre ne contraddistingue la propria attività.

Non resta che rivolgere un grazie a tutti per questa magica domenica di metà luglio.

E’ stata una giornata indimenticabile per tutti coloro che nel volgere di poche ore, dopo essere stati “ nel cuore della terra”,  si sono trovati “a due passi dal cielo” !

E se tutto va nella direzione auspicata ……….. arrivederci alla prossima estate.

 
 
Registrazione | lunedì 6 febbraio 2012
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